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Cucina non é mangiare, é molto, molto di più H. BECK

Tag: diy

ROAST di VERDURE con MIELE e PAPRICA

ROAST di VERDURE con MIELE e PAPRICA

ROAST addicted!!   Ebbene si, dall’Inverno scorso mi sono innamorata delle VERDURE ROAST ed è diventata la mia droga nei momenti di stress.. meno male che non è più il cioccolato il mio rifugio!!!   Oggi tante verdure: cavolfiore colorato, zucca, batata, carote, cipollotti ROAST! […]

SALAME di CIOCCOLATO e MASCARPONE

SALAME di CIOCCOLATO e MASCARPONE

So che non sarebbe stato proprio il momento di preparare altri dolci, in un periodo in cui ne abbiamo davvero abusato, ma la mia debolezza unita alla necessità di smaltire un po’ di cioccolata, finire una confezione di biscotti aperta, frutta secca che abbondava in […]

PESTO DI KALE

PESTO DI KALE

Si può consumare in inverno, resiste benissimo al freddo ed è in questo periodo che da il meglio del sapore e delle sue caratteristiche alimentari..

Il cavolo riccio è conosciuto in America come KALE, saporito, ricco di vitamine e sali minerali.

Presente Sulle tavole contadine del Sud Italia.

A basso contenuto calorico, pochissimo grasso e tanto omega-3.

Grande fonte di fibre e ricco di:

  • Ferro che aiuta a ridurre il colesterolo,
  • Vitamina A che rafforza il sistema immunitario prevenendo raffreddori ed influenze.
  • Vitamina K  per una buona coagulazione del sangue, contrasta l’osteoporosi
  • Vitamia B6 per ridurre stanchezza e affaticamento.
  • Vitamina C potente antiossidante.
  • Calcio per le ossa, Magnesio che protegge dal diabete di tipo 2,
  • Potassio che aiuta a ridurre la pressione sanguigna.
  • Contiene pochi ossalati che impediscono l’assorbimento dei minerali.

Ricco di luteina e zeaxantina che tutelano il rischio di maculopatia  e aiutano a prevenire la cataratta

L’ortaggio ha una tipica foglia riccia molto più tenera e dal sapore più delicato del cavolo nero.

 

Lo amo tantissimo alla stregua del cavolo nero. Lo utilizzo in chips per l’aperitivo, ci insaporisco minestre cremose, ne faccio condimento per la pasta modificando il pesto a seconda della fantasia e dei prodotti che ho in casa..

 

PESTO DI KALE

INGREDIENTI

  • 50 gr foglie di Kale
  • 80 gr Olio evo
  • 30 gr gherigli di Noci
  • 2 cucchiai Parmigiano grattugiato
  • sale

 

PREPARAZIONE

Lavare e tamponare le foglie più tenere.

Mettere nel mixer, unire olio, noci e un pizzico di sale.

Frullare a scatti per no surriscaldare le lame che lo ossiderebbero.

Unire il parmigiano ed amalgamare bene.

CRESCENTA AL ROSMARINO

CRESCENTA AL ROSMARINO

Che io abbia trovato in Enrica Della Martira sempre una grande fonte di ispirazione è ormai risaputo. Ieri sera ho voluto provare il suo impasto, stamattina ho infornato. La CRESCENTA ha un utilizzo molto eclettico. Perfetta tagliata a quadrotti e farcita a fantasia per aperitivi […]

PANE SENZA IMPASTO

PANE SENZA IMPASTO

Quando si dice ‘buono come il pane’..   Per noi Emiliani è difficile e quasi impensabile apparecchiare una tavola senza il PANE! Non so mangiare senza pane un’insalata, non trovo nulla di più libidinoso di una scarpetta ad un ragù morbido o al sughetto di […]

CHIPS DI KALE

CHIPS DI KALE

E’ arrivato il freddo e anche il periodo migliore per godersi il cavolo riccio conosciuto come Kale.

E’ un tipo di cavolo rimasto in disuso che sta attraversando un periodo di rivalutazione.

Molto presente nelle cucine contadine del Sud Italia, meno al Nord.

Ricchissimo di proprietà salutari: vitamine e sali minerali.

il suo sapore è un po’ diverso da quello del cavolo nero ed anche le sue foglie hanno una morbidezza maggiore.

 

Ha delle foglie ricce talmente particolari che, raccolte, sembrano bellissimi mazzi floreali…

 

Lo unisco spesso a zuppe o creme vegetali, lo amo tirato con burro, parmigiano, aglio e peperoncino ma, in alcuni casi, mi piace utilizzarlo per veloci aperitivi come chips particolari.

 

Le chips possono essere cotte al forno o disidratate nell’essiccatore.

Oggi ho voluto personalizzarlo con buccia grattugiata di un’arancia bio aggiunta al momento di servirlo

 

 

CHIPS DI KALE

INGREDIENTI

  • 1 mazzetto di cavolo riccio (kale)
  • 2 cucchiai olio evo
  • semi di sesamo
  • sale

PREPARAZIONE

Lavare, asciugare e tagliare a pezzetti le foglie di cavolo.

Mettere in una ciotola e condire con sale, olio, semi di sesamo.

Versare in una teglia coperta di carta forno e cuocere a 150° per 25-30′ finché saranno croccanti.

 

Semplice e veloce no? Una bella idea alternativa a stuzzichini molto meno sani..

TORTA SALATA CAVOLFIORE, SALSICCIA e GORGO

TORTA SALATA CAVOLFIORE, SALSICCIA e GORGO

Con la stagione fredda ricomincia la serie delle Torte Salate a go go… (veramente non ho mai smesso anche d’Estate!) Con la temperatura clemente sto più volentieri in cucina con i profumi che ‘scappano’ dal forno caldo. Già periodo di CAVOLFIORE! Ho cominciato a cucinare i […]

TORTA DI PATATE AMERICANE

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A casa mia come a casa di mia suocera c’è un alimento in comune che non è mai mancata nelle nostre cucine. La PATATA AMERICANA bianca è una radice ricca di amido di sapore dolce che ricorda molto quello delle castagne. Per il suo sapore […]

TAGLIATELLE ALLA BOLOGNESE

TAGLIATELLE ALLA BOLOGNESE

..perché le tagliatelle come altro potrebbero essere???

Noi di Bologna nella pasta fresca ci nasciamo.

Abituati già a vederla impastare dalle nostre nonne e bisnonne, con i loro lunghissimi vissuti mattarelli (più è lungo più ci vuole arte ad usarlo) tramandati di generazione in generazione… Ogni tavola che si rispettava aveva nella parte sottostante ancorato il tagliere lungo come il tavolo ed un incavo per farvi scorrere il mattarello quando tutto veniva riordinato.

In casa mia la pasta fresca era compito di mia nonna paterna prima e di mia mamma poi.

Fin da appena nata sono stata ‘cullata’ nel mio dormiveglia mattutino dal ritmo costante e rassicurante del mattarello che ‘toccava’ il tagliere..sempre il mercoledì e la domenica mattina: un rito scandito negli anni.

Confesso che anche ora vorrei sentire, la domenica mattina mentre il sonno si fa più leggero e comincio a svegliarmi, quel ‘toc’  ‘toc’  ‘toc’ che tanto mi appartiene e mi manca.. se mi concentro sento ancora nitido quel ritmo!

Ero molto piccola perché dovevo salire sullo sgabello rubato al ‘cucinotto’ e restare comunque in punta di piedi per poter arrivare al tavolo dove in un angolino del gigante tagliere la nonna mi faceva impastare la mia piccola ‘sfoglina’.. perché a Bologna si cominciano le lezioni di sfoglia prestissimo!

A 6 anni già sapevo tirare una sfoglia di buone dimensioni, l’unico problema era la mia ‘apertura alare’ che non mi permetteva di scorrere sino ai vertici del mattarello.

Stendere la sfoglia cercando di mantenere la stessa pressione morbida, ruotare, lavorare gli angoli con il bordo del mattarello per arrotondare gli spigoli, arrotolarla e girarla sbirciando se in controluce si intravedeva la stessa trasparenza, l’estremità che scendeva dal tavolo (mi sono sempre chiesta come potesse rimanere in quella posizione senza mai cadere, per il peso, dal tagliere…), il profumo tipico di uovo misto a farina…la consistenza, il colore…

Fare il rotolo molto lento con le ‘pieghe giuste’, lasciare un attimo asciugare (il tempo miracolosamente giusto perché non seccasse troppo, screpolasse e si rompesse al taglio) poi il taglio con ‘il coltello’ rigorosamente riservato solo alla sfoglia: grande, rettangolare, affilatissimo! Il rumore del coltello che rompe e scrocchia la pasta: musica!

Come ero orgogliosa! Che bell’emozione!

Movimenti ripetuti così tante volte che diventavano sicurezza e facilità.

Se pensate che fare una sfoglia fatta come si deve sia facile vi sbagliate di grosso! Non lo è per niente!!! Sono i gesti imparati già da piccoli, corretti da chi lo faceva da ‘secoli’, ripetuti all’infinito a renderlo facile! ..e magari anche rilassante!

In realtà fare la sfoglia se non si hanno ‘i muscoli coinvolti’ allenati è una grandissima faticaccia!!!

Palmo, allunga, riporta , palmo, allunga, riporta… all’inizio se non sei abituato poi non senti più le mani. 🙂

 

Con gli anni però, con l’incoscienza e la presunzione dei giovani, sono volata verso altre mille curiosità e la sfoglia è passata nel dimenticatoio! Per tanti anni, tantissimi.

Mi ci sono riavvicinata quando il tempo passato e la mancanza dei riti familiari, oltre che delle persone, mi ha richiamato.

La nostalgia di quel tempo lento, di quelle tradizioni, di quei gesti familiari è stata tanta, la voglia di lasciare a mio figlio un po di quei rituali che mi hanno trasmesso calore, sicurezza, atmosfera di casa e famiglia ha fatto il resto.

Mi piacerebbe che lui trovasse quelle sensazioni di appartenenza, di calore di famiglia, quelle emozioni in cui ti rifugi nei momenti più difficili per sentirti sempre accanto chi ti ha voluto bene: attraverso quei gesti semplici, quei profumi, quei sapori che mi hanno ‘sempre riportato al sicuro di casa’..

Non so se riuscirò ad appassionarlo alla cucina di tradizione, da imparare per magari tramandare a qualcuno che amerà… certo è che perlomeno la apprezza! Molto! Forse è già qualcosa.. 🙂  Ci sono nonne che stanno provvedendo alla grande… 🙂 🙂

 

Sarò sincera, ammetto che l’aver lavorando tante ore fuori casa prima, con vicissitudini familiari impegnative poi, il più delle volte mi sono fatta aiutare dall’impastatrice e dall’immancabile IMPERIA!

Quando il tempo a disposizione è maggiore e quando la mia ‘nostalgia’ sbrocca mi lascio coinvolgere nell’impastare e tirare la sfoglia a mano: una gran faticaccia (perché non allenata) ma la cosa mi permette di ‘sfogarmi’ ed allentare le mie tensioni!

E’ terapeutico! Provare per credere!!

La ricetta originale vuole 1 uovo grande per etto di farina.

Il disciplinare per la tutela di questa unicità della cucina bolognese è stato depositato nell’Aprile del 1972 da parte dell’Accademia Italiana della Cucina delegazione di Bologna: un atto in cui sono fissate le caratteristiche e ricetta delle autentiche tagliatelle bolognesi.

LARGHEZZA 8 mm quando cotta quindi dai 6,5 ai 7 mm da cruda al taglio. Questa misura corrisponde alla 12.270esima parte dell’altezza della Torre Asinelli di Bologna!

 

Se volete preparare i tipici ‘nidi’ ecco la ricetta!

E’ stata postata un po di tempo fa abbinandola al classico RAGU’ di casa https://www.donislab.com/2019/04/09/tagliatelle-al-ragu/   a voi la scelta se servire le tagliatelle con il ragù o con altro…

Vi solletico la curiosità svelandovi un sugo molto tradizionale casalingo bolognese che ora si trova molto meno nelle tipiche trattorie (ne sono rimaste poche) ma che rappresenta la semplicità della cucina di casa della ‘Zdoura’ (reggitrice: un tempo la classica padrona di casa factotum della famiglia patriarcale): prosciutto crudo (compresa la parte più grassettina) a dadini rosolato e reso croccante dal burro.

Un po salatino ma saporito che si sposa benissimo con le tagliatelle!!

Non me lo ricordavo ma felice di averlo fatto: domani subito questo sughettino!!! 🙂

 

Vi lascio due dritte per prepararlo..

Tagliare finemente 200 gr di prosciutto crudo (in genere si usano gli avanzi del prosciutto come il gambuccio). Rosolare in una padella in cui avrete fatto sciogliere 1 noce di burro e 1/2 cipolla tritata finemente. Sfumare con ½ bicchiere di vino bianco e lasciate asciugare. Lessate la pasta, scolarla e condire con il ragù di prosciutto crudo. Spolverare con abbondante parmigiano grattugiato ed una grattata di pepe nero.

 

 

 

RAVIOLINE RIPIENE DI MARMELLATA

RAVIOLINE RIPIENE DI MARMELLATA

Le RAVIOLINE RIPIENE DI MARMELLATA AI FRUTTI DI BOSCO, a casa mia, sono le prime che arrivano ad allietare le colazioni domenicali dei primi giorni d’autunno. Complice il leggero abbassamento delle temperature ho ripreso il gusto della riaccensione del forno con i suoi magici profumi […]